venerdì 14 giugno 2019

"Un corpo d'aria", "Ad un soffio da Noi", "Sei tu"




Si riportino, ora, aprendo e chiudendo il sesto cerchio di tracce filosofico-poetiche, tre poesie che, tra il 2015 e il 2016, preannunciavano quelle apparse in questi ultimi due mesi del 2019. Tre poesie, che facevano e fanno riferimento pur sempre all’unico «tu» di cui tratta il mio poetare.


Un corpo d’aria (24 ottobre 2015)

Un corpo d’aria il tuo
Il tuo, fantasia di una goccia soltanto
D’aria, un oceano isolato di luce
Fragranza di lacrime si avverte
Come un cielo che piange
Il tuo sorriso nella pioggia


Ad un soffio da Noi (25 ottobre 2015)

Non parli e ti guardo
Dell’immagine di te nutrirmi è concesso.
Scappare da me
Tua è la voce
E son brividi nel deserto.
Da un dolce inferno affiorare
A passi piccoli nel vento
Tracce di vertigine il mio respiro.
Come pianure nel Silenzio
Distanti io e te
Appaion vestiti di follia.
Splendi lontano
L’impulso è di perderti
Sfiorarti è desiderio.
Nel tramonto ti raggiungo
Del mai più dimenticarti è l’alba
Piangere verso di te
Ad un soffio da Noi


Sei tu (2  febbraio 2016)

Il fermo sguardo io ti sfioro
Gioia rotta da un sospiro.
Ti parlo e mi confondi
Scrivo e ti nascondi.
Sei tu
Sei l’Amore



Gli altri scritti e poesie:

1) Ripresa
2) Un’iride vibrante, senza posa, trabocca in mare
3) Terre d’Oceano (o di Pioggia)
4) L’ascolto che non avver“ti”
5) “Anticipazione del secondo cerchio di tracce, sempre in forma poetico-filosofica
6) “Nuovo cerchio di tracce poetico-filosofiche”: Squilibrio costante di una trama
7) ‘Vita persuasa’ (quale?) che il «tu» sia tu, mentre «io» assisto, col «tuo» sguardo, alla Mostra
8) Il Ventaglio, «tu», di esclusivi intrecci fra di «noi», in lettere d’«annuncio»
9) ... «io», che ‘brillanto’ vive «foto-grafie» in racconto di «te»; e «noi», che in ‘familiari’ «apnee» notturne ammiriamo fioccare, con ‘occhieggiante’ ansietà, aurore e tramonti ‘pre-sentiti’ in radiosi anelli di corallo.
10) Stanze piene di «te», con case e paesaggi di vetro che «mi» avvicinano al «nostro» Segreto di realtà
11) ... «ti» abbraccio nelle «mie» spire allacciate
12) Tuffo nel passato: l’inizio della «nostra» libera e fiabesca Verità
13) Desiderio d’Eccezione
14) Il Menestrello chiama, a corte principesca di destino, l’unica celestiale ed estatica Maliarda

Il Menestrello chiama, a corte principesca di destino, l'UNICA celestiale ed estatica Maliarda



Con questa poesia si chiude il quinto cerchio di tracce poetico-filosofiche.

Gli altri relativi scritti e poesie:

1) Ripresa
2) Un’iride vibrante, senza posa, trabocca in mare
3) Terre d’Oceano (o di Pioggia)
4) L’ascolto che non avver“ti”
5) “Anticipazione del secondo cerchio di tracce, sempre in forma poetico-filosofica
6) “Nuovo cerchio di tracce poetico-filosofiche”: Squilibrio costante di una trama
7) ‘Vita persuasa’ (quale?) che il «tu» sia tu, mentre «io» assisto, col «tuo» sguardo, alla Mostra
8) Il Ventaglio, «tu», di esclusivi intrecci fra di «noi», in lettere d’«annuncio»
9) ... «io», che ‘brillanto’ vive «foto-grafie» in racconto di «te»; e «noi», che in ‘familiari’ «apnee» notturne ammiriamo fioccare, con ‘occhieggiante’ ansietà, aurore e tramonti ‘pre-sentiti’ in radiosi anelli di corallo.
10) Stanze piene di «te», con case e paesaggi di vetro che «mi» avvicinano al «nostro» Segreto di realtà
11) ... «ti» abbraccio nelle «mie» spire allacciate
12) Tuffo nel passato: l’inizio della «nostra» libera e fiabesca Verità
13) Desiderio d’Eccezione




Il Menestrello chiama, a corte principesca di destino, l’unica celestiale ed estatica Maliarda



... «tu», Maliarda
Che sei pura e vivida ebbrezza
Di arcate sempre più ampie
Ascolta...
Sono «io», il Menestrello
Che ormai da anni «ti» chiama
Nel paradisiaco destino
Dell’unica corte principesca
Che può ospitar«ti»
Offrendo«ti» i «miei» doni
A «te», che sei già il Regalo...
Che da sorgenti inesauribili...
Si affaccia alla finestra del «mio» animo
Costellato da «tue» faville di Gioia
... «tu»...
Che sei l’unica celestiale ed estatica Maliarda.

Tutto, di «te»...
Si conserva nell’incancellabile Re-membra
Nella perenne integrità...
Del «tuo» portento di Luce
Nel «tuo» castello di magie senza inganno.
... «ti» guardo, Maliarda...
Seduta sul divano
Mentre fuori piovon tracce di «noi»
Un «tuo» sorriso che sgocciola
Veste di una speranza
Che è e prevarrà come Necessità.

Da una città all’altra
Si assiste a una grigia variazione
Priva di veritativo senso
Mentre «tu», Maliarda
Rimani la stessa
Nell’Abisso dei «perché»
E con «Ventaglio» e verghetta fra le mani...
Sfoggi veglie d’incanto.
Parole recitate
Con la voce del Cuore
Maliarda si appresta...
A donar«mi» suoni di novità
Il «tuo» Menestrello...
Afferra il «tuo» timbro
In un sospiro di sollievo.
Andiamo fuori
... «io» e «te»
Sotto una pioggia...
Che scende dalle stelle
Luci di pianto
Ma di lacrime d’Amore
Nell’aperto «Oceano»
Con cerchi d’acqua
In cui lentamente balliamo.

Nell’avvicendarsi...
Dei «nostri» indelebili momenti
Pur cadendo nei confini del buio
Rimangono intatti
Poiché già da sempre infrangibili
Inattaccabili
Splendon dall’eternità
Di luce propria
A «noi» identica
A «te», Maliarda
Avviluppando«ti» nell’amplesso...
D’«intrecci» relati di Eguaglianza
Del Menestrello che son «io».

Leggendo simboli di «noi»
Nei palcoscenici...
Tramonti...
Divine scintille...
E ricettacoli...
Dove amar«ci» in «Segreto»
Negli arcani...
Inaccessibili agli «altri».
Ma architetture maestose di linguaggio...
Contemplare «io» devo
Per comunicar«ti»...
La «mia» mente piena di «te».
Eppure...
Avver«ti» dall’interno...
Il «mio» avvolger«ti»
Sai bene...
Che verrei a prender«ti» anche adesso
... «io»...
Che «ti» osservo con interrotti respiri
Attimi che tagliano sospiri
Come anni fa...
Quando il fato...
... «mi» conduceva fino a «te».
Coglierai, ‘dal vivo’...
Che nulla è cambiato
Che da sempre...
Siamo l’«“io” e “te”».
E allora continuo a dir«ti»...
Dai!
Non fermar«ti»
Affronta il timore di perder«ti»
E «ti» ritroverai accanto a «me»!
Angeli che abbracciano...
Il vento nel deserto di ‘folle’
Che son follie...
Tra alberi che ne scorgono il senso...
Di ingenua vacuità
Di quegli alberi che «ci» ascoltano
E «ci» sostengono...
Nell’immane silenzio...
Da scoperchiare
Ammirando l’iperbolica curva...
Di due ‘fuochi’
I «nostri».

giovedì 13 giugno 2019

mercoledì 5 giugno 2019

Desiderio d'Eccezione



Si apre, ora, il quinto cerchio di tracce filosofico-poetiche.

Gli altri relativi scritti e poesie:

1) Ripresa
2) Un’iride vibrante, senza posa, trabocca in mare
3) Terre d’Oceano (o di Pioggia)
4) L’ascolto che non avver“ti”
5) “Anticipazione del secondo cerchio di tracce, sempre in forma poetico-filosofica
6) “Nuovo cerchio di tracce poetico-filosofiche”: Squilibrio costante di una trama
7) ‘Vita persuasa’ (quale?) che il «tu» sia tu, mentre «io» assisto, col «tuo» sguardo, alla Mostra
8) Il Ventaglio, «tu», di esclusivi intrecci fra di «noi», in lettere d’«annuncio»
9) ... «io», che ‘brillanto’ vive «foto-grafie» in racconto di «te»; e «noi», che in ‘familiari’ «apnee» notturne ammiriamo fioccare, con ‘occhieggiante’ ansietà, aurore e tramonti ‘pre-sentiti’ in radiosi anelli di corallo.
10) Stanze piene di «te», con case e paesaggi di vetro che «mi» avvicinano al «nostro» Segreto di realtà
11) ... «ti» abbraccio nelle «mie» spire allacciate
12) Tuffo nel passato: l’inizio della «nostra» libera e fiabesca Verità
(http://marcopellegrino.blogspot.com/2019/05/tuffo-nel-passato-linizio-della-nostra.html)
13) Il Menestrello chiama, a corte principesca di destino, l’unica celestiale ed estatica Maliarda



Desiderio d’Eccezione


La «mia», per «te»...
Non è semplice fregola...
Similare a un frutto d’arguzia
Gemma ametista
O tulipani in saette...
Che spargon roghi e vampate.
Il «mio», per «te»...
È il più intenso Desiderio...
Similare a una pulita brama...
Di tracce nascoste
Nel «nostro» custodito mistero
Nella notte dei Venti.
E poi ancora...
Similare a un arboscello
Che non prospera...
Ma che cura in sé...
Nella penombra...
Il fulgore dei suoi germogli.

La «tua» corporeità più estesa...
Nella «mia» sulla «tua»
In virtù dell’inviolabile legame
Quale adunato di spezie di luce
Venute da lontano.
... «ti» ot-tengo presso «me»
In assenza di ulteriori modi...
Momenti, paesi sconosciuti.
... «ti» voglio all’istante...
Senza mezzi termini o alterigia.
... «ti» adoro appiattendo i veli
Perché coprirebbero...
Ciò senza di cui il velo non sarebbe.

Un dramma, per «me»...
Per il Desiderio che ho di «te»
Poiché «ti» voglio e «mi» togli il fiato.
Un assillo, per «me»...
Il «tuo» essere altrove
Mentre «ti» specchio in ogni dove
Un maceramento, ancora per «me»...
Il «mio» sfiorar«ti» ‘a distanza’
E non viver«ti» nel chiarore di una stanza.
Una ferita, sempre per «me»
Rimembrare gli attimi...
Di quel ‘biglietto’ del destino
È a partire da quei momenti, infatti...
Che ho cercato il «tuo» nome...
Senza prestare la dovuta attenzione...
Al «tuo» ‘bisogno’ di «me».

Commozione di costanti baleni
La «nostra»
Due stelle del destino
Che formano un Desiderio
Un Desiderio d’Eccezione
Sia in Andata che in «Ripresa»
Tastando lievemente l’animo...
Dell’«“io” e “te”»
Al cospetto del «nostro» prodigio d’Amore
Leggeri trasalimenti
Da non temere mai
Che sbrigliano tensioni...
Discese ormai nel passato.
Un’unica Eccezione con-sentita
Nello Sguardo di Luce
Nella fitta rete di legami
Di una «trama» «fiabesca»
I cui «intrecci» sgorgano...
Nel Centro dell’«“io” e “te”»
Come uno zampillo che pullula...
Perdurando ‘per l’eternità’.

Ma è sempre per «te»...
Che questi sferici segni...
Proseguono in fioritura.
Il «mio» «ascolto» di «te»...
Vede l’incalzare...
Di sempre «tue» nuove ‘richieste’
Non temere, allora...
I ‘punti di domanda’...
Non rimangono aperti all’infinito.
Interminabili ‘voci dal vivo’...
In sincronia...
Vorres«ti» respirare
Ascoltando il respiro dell’uno nell’altro
Allora dai!
Non aspettare ancora!
Vedo anche che «ti» sommuovi
Se tardo a rispondere...
Vedo che vorres«ti»...
Una strada spianata per «noi»
Mentre sai che più è tortuosa...
E più lacrima di una gioia dietro l’altra...
In molteplici direzioni...
Il «nostro» Desiderio d’Eccezione.
... «ti» vedo giocare con quel ‘gioiello’
Nel quale «ti» rispecchi alla perfezione
Tra una ‘risposta’ e l’altra
E in trepida attesa...
Che quel navigatore...
Si faccia nuovamente ‘vivo’
Sperando invece in un suo esilio
Quel navigatore che, invano...
Vorrebbe attraversare...
Il «mio» ed ormai «nostro» «mare»
Affogando nelle sue teatrali menzogne.

Meteore in sospeso fra pianeti di ghiaccio
Riscaldano il cuore fra nebbie d’inverno
Quando «mi» troverai
Il fuoco non «ti» brucerà affatto
... «ti» solleverà nell’alba...
Di un nuovo sole, il «mio»
Ma stavolta quello ‘dal vivo’.
Quando «mi» troverai
Rimarrai comunque lì
Dove sei da sempre
Dentro di «me»
... «nelle “mie” spire allacciate»
Che accerchiano la «tua» «iride vibrante»
Destinata a posarsi sempre più...
Sul «mio» «ascolto» di «te»
Che anni addietro «mi» hai donato...
Il canto del «tuo» nome.

I «tuoi» argini verso «me»...
Arginando, a «mia» volta, verso «te»
Corsi d’acqua in piena da contenere
Per entrambi...
Restando intrecciati
Ed anzi accrescendo...
L’intensità relazionale
Di un lento scorrimento
Discendere per risalire e così via...
‘Eccezionale’ è dir poco
È ancestrale Desiderio d’Eccezione
Che riemerge da un’inconscio d’ombre
Caldeggiando sempre più...
Fragranze e bagliori...
Del «nostro» Intimo più essenziale.
E pertanto «ci» apprestiamo...
Smobilitando e apparecchiando tessuti di luce
Che è destino accogliere...
In ‘vive’ presenze...
Di «me» con «te» allato
Di «te» di fianco a «me».