domenica 31 maggio 2020

"Il canto dei fiori di pesco"


Ottavo cerchio
(Prima serie di tracce..)




Il canto dei fiori di pesco

Regalare sogni...
Da stringer tra le dita
Come una gracile ragazza
E l’erba novella
Nel pianto di sorgente.

Il bosco è meno triste...
Se vien amato da chi ci abita...
Da chi lo attraversa...
Senza squarciare alcunché.

Il mordolo rosaceo
Come un angelo in cammino
Se guardo il «tuo» sguardo...
Si eclissa ogni mestizia
Con l’acqua che splende
E lo scossone dei bocci da vento eversivo.

L’Amore basta all’Amore
Il vento che ha mosso quella quercia
Così il Logos si è impossessato di «me»
Mi nutro di «te»...
Nonostante il «tuo» pensar«mi»...
... «ti» rechi ansia e malinconia

Una cerulea pianura
«Tu», dolce presente del «Mio» Presente
Trabocchi da «te» stesso
Con circolazioni...
Sbandato per una frenata
Gemmar«ti» in un finito quadro
E poi le verbene...
Sei un luogo in cui non posso accedere
Sei il «mio» esser nostalgico...
Per non poter«ti» proteggere...
Nell’atto stesso in cui sei con «me».

Si offuscherà il Sole...
E le altre stelle...
Quando le «tue» fiamme...
Illumineranno ogni aspetto di «te»
Sei un vortice di foglie gialle
Di alberi che toccano il cielo
Col desio di allontanarsi all’infinito
È il canto dei fiori di pesco
Come radici di parole...
Scolpite nello sdegno.




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