martedì 10 febbraio 2015

Pubblicazione de "Le Materie Prime della coscienza"



























Per acquistare direttamente dal sito della casa editrice (il libro essendo disponibile anche in altri store online): http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/saggistica/le-materie-prime-della-coscienza.html

Titolo: Le Materie Prime della coscienza
Sottotitolo: con un Manuale di storia della Filosofia, agli occhi della verità autentica
Pagine: 756
Data di pubblicazione: febbraio 2015
Prezzo di copertina: 38 euro

"Indice": http://marcopellegrino.blogspot.it/2014/12/indice-de-le-materie-prime-della.html

"Prefazione" (di Alberto Maso): http://marcopellegrino.blogspot.it/2015/01/le-materie-prime-della-coscienza.html

"Quarta di Copertina" (di Andrea Berardinelli): http://marcopellegrino.blogspot.it/2015/01/quarta-di-copertina-de-le-materie-prime.html

Un estratto della "Introduzione" de Le Materie Prime della coscienzahttp://marcopellegrino.blogspot.it/2015/01/su-le-materie-prime-della-coscienza-un.html

Gorgia (estratto de Le Materie Prime della coscienza):  http://marcopellegrino.blogspot.it/2015/01/gorgia-estratto-de-le-materie-prime.html

Un altro estratto de Le Materie Prime della coscienzahttp://marcopellegrino.blogspot.it/2013/07/rapporto-tra-lautentica-filosofia-e-le.html

Come accostarsi ai miei scritti e a quelli di Severino: http://marcopellegrino.blogspot.it/2015/02/come-accostarsi-ai-miei-scritti-e.html?spref=fb

Sulla morte, ulteriori delucidazioni, dopo Le Materie Prime della coscienzahttp://marcopellegrino.blogspot.it/2015/02/sulla-morte-ulteriori-delucidazioni.html

Ancora un estratto de Le Materie Prime della coscienza: http://marcopellegrino.blogspot.it/2015/03/le-intenzioni-implicite-ed-esplicite.html

martedì 27 gennaio 2015

Su "Le Materie Prime della coscienza" (un altro estratto)



«Su Le Materie Prime della coscienza» è un estratto dell’«Introduzione» (del medesimo libro)


Quest’opera è la continuazione del Tragico Amore (cioè del proseguimento del mio primo saggio La struttura concreta dell’infinitonegare la «storia dell’uomo», oltrepassando il pensiero di Severino).
Le Materie Prime della coscienza è un ben più ampio arricchimento del modo in cui il linguaggio designante la verità autentica è assegnato al proprio eterno sviluppo. L’affacciarsi, in questo libro, del prevalere della soluzione di nuovi problemi filosofici è l’affacciarsi del prevalere dell’esplicitazione di ciò che nei miei saggi precedenti rimane prevalentemente implicito. Tutto ciò che nasce (si affaccia, affiora, sopraggiunge, incomincia) e muore (si dilegua, si congeda, finisce, si conclude) è infatti il nascere e morire del prevalere di tutto ciò che nasce e muore; non solo: tutto ciò che nasce e muore appare all’interno di sé stesso in quanto è la struttura infinita dell’essere, la quale non nasce e non muore (nel senso che di essa nasce il prevalere del proprio non affiorare e non dileguarsi nel nulla assoluto). Inoltre, tutto ciò che prevale è tale rispetto a tutto ciò che non prevale: dapprima, è necessario che prevalga la contraddizione delle finite parti cangianti (che il Tutto eterno avvolge), per poi lasciare che prevalga la verità del Tutto eterno: la parte prevale su sé stessa in quanto Tutto (che non prevale), e il Tutto prevale su sé stesso in quanto parte (che non prevale): il prevalere della parte (cioè la Prima Volta, ossia il tracciato finito del prevalere del dolore cioè del divenire cioè della tragicità cioè dell’unione tra l’oblio del passato, l’indecifrabilità del presente temporale e l’imprevedibilità del futuro) è la parte come differente da sé in quanto Tutto, e il prevalere del Tutto (cioè il Ritorno, ossia il sentiero limitato del prevalere della quiete cioè dell’eternità cioè dell’Amore cioè dell’unione tra la rimembranza del passato, la decifrazione del presente temporale e la previsione del futuro) è il Tutto come differente da sé in quanto parte.
Ogni coscienza (cioè ogni essente, l’Io assoluto del Tutto infinito ovverosia dell’Uno indivisibile) è, dall’eternità e per l’eternità, identica a sé stessa, ossia è, appunto, ogni coscienza; e lo è attraverso un numero finito di modi in cui ogni coscienza stessa, in quanto volontà errante di potenza (cioè in quanto parte, modo, differenza, tempo, luogo, individuazione), si illude di essere soltanto una delle coscienze che, nella loro identità infinita, sono lo stesso Uno infinito che, già da sempre e per l’infinità, si oppone al niente assoluto. «Ognuno di noi» è in verità, cioè, la visione eterna delle proprie finite modalità attraverso le quali il prevalere delle coscienze dell’Universo si fa innanzi, vive in un certo modo temporale e muore in eterno.
In questo preciso istante appare, nello scenario che io vedo e cioè che io stesso sono, un certo numero di essenti che la mia mente, pur sapendo che essi son segni di altri istanti (sia della mia vita che di ogni altra che appare nell’intero Universo che io stesso sono in verità) e il preciso volto specifico che mi caratterizza distinguendomi dall’altrui coscienza, non è prevalentemente in grado di decifrarli nel loro volto concreto, e quindi li interpreta (ossia vuole alterare il loro vero volto) chiamandoli «computer», «tavolo», «libro», ecc., e, per quanto riguarda quel preciso volto specifico, «quel certo individuo umano, Marco, che in questo istante scrive sul computer, ecc.».
L’Uno infinito vede la sincronia dei propri istanti nel modo diacronico in cui dal prevalere della differenza specifica tra le «Materie Prime» procede verso il prevalere della relazione specifica tra queste stesse Materie Prime; l’unione di queste due prime prevalenze è la Prima Volta, seguita dal Ritorno delle stesse coscienze della Prima Volta.
Le Materie Prime sono particolari specificazioni (del Tutto) che, nel loro semplice distinguersi, prevalgono a partire dalla primissima serie di eventi che l’Uno eterno include (il primo dei quali è la vita dell’Inizio); mentre, tali Materie Prime, in quanto specificatamente intrecciate tra di loro, formano una serie finita di «Regni Di Similarità Prevalenti» (tra cui il «Regno Della Similarità Prevalente» in cui consistono, almeno, il «regno umano» e il «regno animale»), i quali Regni incominciano a prevalere in seguito al prevalere di quella primissima serie di eventi.
Il sottotitolo di questo saggio, cioè «con un Manuale di storia della Filosofia, agli occhi della verità autentica», si riferisce appunto allo svolgimento interno al Regno Della Similarità Prevalente, e cioè alla dominazione del regno animale, della «Filosofia Mitico-Orientale», della «Filosofia Occidentale», della «Filosofia Planetaria» e della «Filosofia Del Regno Della Similarità Prevalente» (quest’ultima Filosofia essendo la «volontà pubblica di potenza», le precedenti Filosofie – compresa quella del regno animale – formando la struttura della «volontà privata di potenza», e tenendo presente che la volontà privata di potenza è inclusa in sé stessa in quanto volontà pubblica di potenza). Ma, poi, quel sottotitolo si riferisce, propriamente, all’intero svolgimento che dal prevalere della Filosofia (cioè della coscienza) dell’Inizio va verso il prevalere della Filosofia della vita dell’Ultimo; ed è proprio per questo motivo che, in quel sottotitolo, compare l’espressione «agli occhi della verità autentica», nel senso appunto che, al di là di alcuni problemi (che rimangono ancora aperti) intorno a determinati elementi delle varie dominazioni interne al Regno Della Similarità Prevalente, la struttura di fondo della volontà interpretante che intende testimoniare il Tutto autentico degli eterni è una struttura che, nel suo essere accerchiata da sé stessa in quanto volontà non-interpretante della verità infinita dell’Uno, è manifesta nella sua innegabilità.

Questo libro si chiude, poi, con l’esposizione del fondamento per il quale si stabilisce il senso autentico dei «numeri» (cioè delle differenze del Tutto), in particolare del «numero pari», del «numero dispari», delle «operazioni aritmetiche» e del «numero cardinale».

Gorgia (estratto de "Le Materie Prime della coscienza")



Estratto del par. 2, cap. 2°, [A.], III, parte seconda; estratto, cioè, de «La Prima Sofistica: Protagora; Gorgia; Trasimaco, Callicle, Seniade (e altri); Filosofia Medica (Ippocrate di Cos); Filosofia Drammaturgica (Euripide); Erodoto, Tucidide di Atene»

Gorgia

Anche nei confronti dell’estremo e lapidario linguaggio di Gorgia (di Lentini, circa 485-375 a.C., filosofo greco; opere principali: Sulla natura o sul non essere, Encomio di Elena, Apologia di Palamede) prevalgono le interpretazioni (ossia le volontà di alterare l’inalterabile). In realtà, se esiste un tale linguaggio (rimanendo ancora un problema stabilire in che cosa consistano precisamente i linguaggi che appaiono nel loro differire da quello che appare nella propria attuale coscienza, in quanto appunto differente dalle altre coscienze), è inevitabile che quando Gorgia sostiene che «nulla esiste» voglia dire che nulla, di ciò che viene creduto come manifesto al di là del «mondo» della cui esistenza tutti (Gorgia per primo) siamo convinti, esiste; che è cosa ben diversa dal dire che, in assoluto e in tutti i modi, è necessario affermare che nulla è (soltanto se esistesse una coscienza ignorante separata dalla verità, soltanto in questo caso – in realtà impossibile – potrebbe essere accettata la tesi che né dell’essere né del non essere si può dire che è).
Gorgia, col suo linguaggio, intende mostrare (nonostante lo mostri debolmente) che qualsivoglia tesi a favore della esistenza di un arché trascendentale (l’acqua di cui parla Talete e così via fino al Noûs di Anassagora e all’insieme infinito di atomi a cui si riferiscono Democrito e Leucippo) è una tesi che non può avere un fondamento innegabile, non può avere un valore assoluto. La riflessione di Gorgia è quindi una (magra) anticipazione del modo in cui è destino che il dominio della volontà privata di potenza (una volontà che, appunto, vuole affermare una tesi siffatta) venga lasciato alle spalle dal dominio della volontà pubblica di potenza (una volontà che, invece, rileva inevitabilmente l’incongruenza della volontà privata).
Tale anticipazione è debole, si sta dicendo, perché Gorgia non dice quale sia il motivo fondamentale e necessario per cui bisogna affermare che la verità è soltanto questo nostro agire e l’agire di tutte le coscienze possibili (nel quale agire si ha fede, cioè fermo restando che la verità autentica vede l’impossibilità che la volontà di agire ottenga ciò che essa vuole). Se, infatti, prevalesse in lui la conoscenza di questo motivo, non aggiungerebbe, dopo aver detto che non può esistere né l’essere né il non essere, che «se qualcosa esiste è inconoscibile», poiché, così aggiungendo, ammette la possibilità della non inevitabilità della prima tesi («nulla è») – e quindi, se esistesse in lui un siffatto prevalere, non aggiungerebbe neppure che «se qualcosa è conoscibile, è incomunicabile».
Tuttavia, stando all’argomentazione della prima tesi («nulla è»), non è un’argomentazione di poco conto. Difatti, data la necessità dell’eterno prevalere dell’illudersi di non essere l’autentico Tutto eterno che appare processualmente (anche nella coscienza di Gorgia apparendo tale prevalere eterno), e data l’essenziale incongruenza di tale illudersi in quanto volontà privata di potenza, il discorso di Gorgia, riguardo a quella prima tesi, appare in certo modo coerente.
Si prenda come esempio questa significativa sequenza logica: «[...] se l’essere è eterno [...] non ha alcun principio [...] Poiché ha un principio tutto ciò che nasce; ma l’eterno, essendo per definizione ingenerato, non ha avuto principio. E non avendo principio, è illimitato. E se è illimitato, non è in alcun luogo. Perché se è in qualche luogo, ciò in cui esso è, è cosa distinta da esso; e così l’essere non sarà più illimitato, ove sia contenuto in alcunché; perché il contenente è maggiore del contenuto, mentre nulla può esser maggiore dell’illimitato; dunque l’illimitato non è in alcun luogo [...] E neppure è contenuto in se stesso. Perché allora sarebbero la stessa cosa il contenente e il contenuto, e l’essere diventerebbe duplice, cioè luogo e corpo; essendo il contenente, luogo, e il contenuto, corpo. Ma questo è assurdo. Dunque l’essere non è neppure in se stesso. Sicché se l’essere è eterno, è illimitato; se è illimitato, non è in alcun luogo; e se non è in alcun luogo, non esiste» (Sesto Empirico, Contro i matematici).
L’isolamento voluto tra «illimitato» e «luogo» e tra «eterno» e «ciò che nasce» è dato dal fatto che (secondo la coerenza dell’argomentazione di Gorgia), prevalendo la fede (in ogni coscienza, compresa quella di Gorgia) che l’innegabilità della manifestazione del «luogo» di «ciò che nasce» (del morente e di ogni ente cangiante) non sia il «luogo» illimitato (che cioè, essendo assolutamente legato al Tutto, è il Tutto stesso nel suo non venire e non rientrare nel nulla, ossia nel suo non esser limitato da qualcosa di ulteriore al Tutto già eternamente posto, tale affermazione essendo la stessa affermazione che il nulla assoluto limita il Tutto, ossia che nulla limita il Tutto, ossia che, al di fuori del Tutto infinito, non può esistere alcun essente che lo limiti) dell’eternità (= esser sé = apparire) di «ciò che nasce» (il senso autentico dell’«eterno» essendo il senso stesso dell’«illimitato»), è inevitabile concludere che l’«eterno illimitato», non potendo essere (secondo quella fede) in alcun «luogo» in cui appare «ciò che nasce» (e che muore), non può esistere.

Al di fuori della congruenza e incongruenza di tale fede appare, per l’appunto, che ogni cosa (= essente = coscienza) diveniente è illimitata, cioè eterna, cioè non sporgente e non rientrante nel nulla, è cioè sé stessa, è manifesta; ed appare, anche, che il «contenente» contiene sé stesso come «contenuto» (questa stessità essendo lo stesso eterno «contenente», identico al «contenuto», quest’ultimo essendo, in quanto distinto da sé stesso nel suo esser «contenente», questa medesima distinzione eterna, cioè la distinzione di un’uguaglianza, ovvero dell’uguaglianza eterna tra «contenente» e «contenuto» – e tenendo presente che tale distinzione eterna è la distinzione tra il «contenente», come distinto da sé stesso in quanto «contenuto», e il «contenuto», come distinto da sé stesso in quanto «contenente», e cioè, rispettivamente, tra il prevalere eterno del «contenente», su sé stesso in quanto «contenuto», e il prevalere eterno del «contenuto», su sé stesso in quanto «contenente»).

lunedì 19 gennaio 2015

"Le Materie Prime della coscienza": Prefazione (di Alberto Maso)



 [L’amico Alberto Maso (n. 1991) – attento lettore dei miei scritti e, in particolar modo, di quelli di E. Severino – è uno studente di Filosofia, presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia].

È un piacere per me poter introdurre questa nuova opera di Marco Pellegrino, filosofo autodidatta e conoscente, il quale, ormai da alcuni anni, sta contribuendo a dare nuova luce alle molte questioni da sempre aperte della Filosofia attraverso un rigore argomentativo e una profondità filosofica sempre più rari nel panorama attuale. Questo terzo volume, il naturale punto d’arrivo de La struttura concreta dell’infinito e Del tragico Amore, si configura in maniera nuova, a partire dal contenuto in esso presente, lontano dalle mode in cui rimane ingabbiata molta Filosofia non curante del pensiero critico. Pellegrino si «muove» e commuove gli animi (per l’alto livello speculativo), facendo parlare i suoi scritti a partire da una visione totalmente estranea a qualsiasi contenuto o atteggiamento irrazionale. La sua è Filosofia pura e nello stesso tempo concreta: le due qualità, solo apparentemente in contraddizione secondo il precetto del cosiddetto «senso comune», trovano in questi scritti un’intima vicinanza poiché esse si strutturano in un rapporto complementare, di modo che l’identità che lega tali qualità riesca a trasmettere legittima sostanzialità alla natura del Tutto. Il Tutto di per sé non avrebbe bisogno di alcuna indicazione, se non fosse che esso, in virtù del suo stesso linguaggio e cioè della sua pur sempre articolazione nelle diverse modalità espressive via via producentisi, esibisce sé stesso mostrandosi in una costante concettualità funzionale all’esplorazione minuziosa dei suoi contenuti e delle sue differenziazioni; concettualità, dunque, necessaria e in grado di dire il contenuto senza per questo inglobarlo in una sterile necessità. In tal senso, i grandi temi che hanno accompagnato sin dall’inizio la Filosofia (che per essa costituiscono il suo nettare e il suo sviluppo) vengono rischiarati sulla base di una nuova esplorazione del fondamento della materia. Tale esplorazione – e più specificatamente lo spirito che muove da essa – credo richiami molto quanto Platone ci ha trasmesso in eredità trattando nel Fedone della «seconda navigazione»: in epoca moderna, arenati in una situazione senza via d’uscita e in un mondo la cui sostanza continua a perdere sempre più spessore a causa dell’estensione pubblica del prodursi delle diverse forme di relativismo, abbracciare i remi e mettersi nuovamente all’opera – soprattutto se tale opera si coniuga filosoficamente – può comportare difficoltà e sconforto. Pellegrino è ben consapevole di questo e ciononostante, motivato verso una precisa direzione, decide di camminare e remare, nel riconoscimento della pur sempre vitale forza della Filosofia. Il suo è e continua ad essere un richiamo all’antico. L’autentica Filosofia, come ben rilevato dal filosofo bellunese Giovanni Romano Bacchin e come ben sa l’Autore, è un costante riconvocare l’antico al giudizio e allo sguardo. Mettersi in tale condizione significa (come Bacchin rileva) «per la Filosofia tornare su se stessa, dandosi l’antico come nuovo, restituendosi perennemente a se stessa». Ritornando all’antico si riscopre quella medesimezza o stessità, a cui peraltro lo stesso Autore fa riferimento, che fa perenne il filosofare – essenzialità, questa, che si rivela filosofando.
Il farsi carico della ricerca in cui consiste il filosofare significa rilevare il modo in cui tale ricerca disvela la presenza, in tutta la sua forza, del vero come assente; e ciò comporta, contemporaneamente, il capovolgimento dell’impostazione classica, ritenendo realmente la ricerca non (semplicemente) riducibile alla situazione singola di colui che ricerca. Tema, questo, fin troppo eluso dal sapere scientifico – Pellegrino spiegando, tuttavia, che la vera «Scienza» è la stessa «Filosofia» e che questa stessità include sé medesima come autentica (e non riduttivistica) «Tecnologia» (giacché ciò che ho appena chiamato «sapere scientifico» è, secondo il linguaggio dell’Autore, il riduttivistico sapere «tecnologico») –, un sapere che, nel ritenersi al di sopra di tutto e di tutti, crede di potersi deliberatamente sbarazzare della Filosofia. Lo sapeva bene Hegel (al quale Pellegrino dedica un interessantissimo capitolo in questa nuova opera), e lo potrebbe capir bene, se solo si mettesse nella condizione di poterlo capire, anche quel medesimo sapere scientifico di cui si sta parlando, occupato nel liquidare con fin troppa sbrigatività l’inesistenza dei problemi prettamente filosofici riducendoli a problemi di linguaggio. Ciò che personalmente trovo radicale, soprattutto sensatamente ad uno sguardo sul fondamento, è la meraviglia che pervade costantemente l’intera produzione filosofica e letteraria di Pellegrino. Come può, ci si chiederà, un testo filosofico aver il potere di meravigliare? Si può rispondere affermativamente se si tiene in mente proprio il senso della ricerca di cui sopra si parlava. Meravigliarsi significa tornare sui temi (la vita, la morte, il rapporto dell’uomo con il cosmo, il desiderio...) che da sempre hanno alimentato la curiosità umana; grazie ad essa, infatti, diamo energia ai nostri stessi prodotti e al nostro stesso filosofare.
A questo punto mi sembra doveroso richiamare alla memoria, benché in maniera molto breve facendo un torto ai contenuti, lo sviluppo del percorso filosofico di Pellegrino. La sua produzione, infatti, segue temporalmente tre momenti, corrispondenti alla pubblicazione delle tre singole opere. Con ciò non si intende dire che ogni opera sia separata dalle altre, poiché in questo modo si interpreterebbero in maniera scorretta le stesse intenzioni dell’Autore. Ciò che segue, dunque, potrebbe essere inteso come un insieme di note a margine volte a restituire solamente un riepilogo veloce del percorso del filosofo.
Il primo libro, La struttura concreta dell’infinito, si costituisce come uno studio che, muovendo da ciò che l’Autore intende specificatamente indicare, critica analiticamente il linguaggio di Emanuele Severino – un linguaggio che viene inteso, in quel libro, come una differente modalità di riferirsi al medesimo significato, ossia di essere un differente modo in cui la totalità dell’essere è tale. Pellegrino in questo scritto si propone di portare alla luce (attraverso argomentazioni serrate e con un rigore pari a pochi altri e sempre più rari teoreti) la tesi che l’infinito sia ogni cosa e costituisca la sua costante presenza nella concretezza di ogni esperienza reale; tali tematiche si accompagnano alla riflessione volta ad evidenziare come prevalga ancora l’illusione, da parte di tutta la Filosofia del nostro tempo, di non poter vedere tale concretezza propria dell’infinito. (Si renda noto, inoltre, che il confronto con il linguaggio di Severino, partendo da questo libro, sarà poi costante in tutti i successivi lavori dell’Autore).
Il secondo libro, Del tragico Amore, oltre ad esplicitare il cuore delle tematiche presenti nel precedente scritto, risponde ad alcune domande lasciate aperte, in particolar modo focalizzandosi su concetti essenziali quali la morte, il dolore, la felicità ed insieme allargando il discorso per poter comprendere in che maniera intendere espressioni quali «felicità autentica» e «vero Amore» rapportati all’infinito (cioè al Tutto eterno) che ogni vita è; pertanto, vengono specificate le diverse tappe con cui lo stesso infinito vede il proprio sviluppo, attraverso la spiegazioni di concetti come «la Prima Volta», «il Passaggio», «il Ritorno». Tentar qui una semplificazione di che cosa indichino queste espressioni è compito assai difficile e poco praticabile; basta però qui sottolineare come incessantemente l’Autore non faccia altro che spiegare come l’autentica vita sia quella maestosità in cui consiste l’eternità infinita dell’Intero, non mancando di indicare come ogni esperienza del Tutto sia l’esperienza di tutti Noi, proprio per il fatto che Noi siamo quel Tutto stesso che esperisce ogni esperienza. Sottolineo, inoltre, come nel Tragico Amore siano innumerevoli gli incontri, nel senso più alto del dialogo filosofico, con altri interlocutori e in altri campi: si spazia da un confronto col discorso filosofico di Severino, sia direttamente rivolgendosi ai suoi lavori, sia indirettamente attraverso il confronto con Roberto Fiaschi – studioso da anni di tale discorso (segnalo il suo blog, emanueleseverinorisposteaisuoicritici.it, curato con passione e serietà) –, per passare poi al rapporto tra il linguaggio dell’Autore e quello «tecnologico». La ricchezza concettuale, insomma, si rivela in tutta la sua portata fino a culminare nel terzo libro.
La presente opera, infatti, dimostra di avere un intento diverso rispetto alle altre due. Ben consapevole che prima o poi sarebbe stato necessario un confronto diretto con l’intera storia della Filosofia, l’Autore offre al lettore un vero e proprio «Manuale» dal quale partire per poi analizzare autonomamente, secondo la luce nuova offerta dall’intera Opera pellegriniana, il percorso dell’umanità sino ai nostri giorni. È di gran lunga evidente che l’Autore non può non sapere che esplicitare la diversa ricchezza propria di ogni «materia della coscienza» (ossia di ogni specificazione del Tutto) non basterebbe a contenere un singolo volume. Ecco perché l’intenzione è quella, come si ricava dal sottotitolo, di ripercorrere «agli occhi della verità autentica», cioè in riferimento a tutto ciò che Pellegrino ha scritto sin dall’inizio, i singoli momenti dell’intera storia del pensiero filosofico. Il lavoro finale è monumentale e lascia al lettore la libertà per poter essere affrontato secondo i propri tempi ed esigenze. L’obiettivo è quello di permettere allo studioso di potersi dedicare all’approfondimento di ogni singola pietruzza del cammino, invitandolo però ad indirizzare il proprio studio nel rapporto e nel continuo dialogo con la verità autentica del Tutto, in modo tale da vedersi alla fine trasfigurata e chiarificata ogni singola pietruzza oggetto di indagine.
Il lettore attento avrà a questo punto compreso la necessità di ritornare a quanto si diceva all’inizio rispetto alla ricerca propria del filosofare. Mentre il «senso comune» è per lo più incapace di indicare le diverse modalità in cui la verità si mostra, la Filosofia si appresta a tale compito, non separandosi dalla realtà a cui fa costante riferimento quel «senso comune», bensì chiarificando e delucidando intorno alle questioni massime proprie di una siffatta realtà. Il dono di Pellegrino è dunque quello di preservare lo spirito del filosofare e nello stesso tempo di continuare a coltivarlo, nella convinzione che ripercorrere i temi cardine dell’ontologia significhi contribuire ad esprimere compiutamente e concretamente quella verità che ognuno di Noi è e che non può fare a meno di mostrarsi in tutta la sua pienezza in ogni nostro singolo attimo di vita.

venerdì 2 gennaio 2015

"Quarta di copertina" de "Le Materie Prime della coscienza"



QUARTA DI COPERTINA (a cura di Andrea Berardinelli)


Con Le Materie Prime della coscienza l’Autore prolunga il discorso che da La struttura concreta dell’infinito conduce a Del tragico Amore.
In questo saggio, Pellegrino sviluppa ulteriormente quei tratti non ancora esplicitati nei suoi precedenti scritti, frutto di una profonda riflessione scaturita dalla necessità del superamento delle risultanze speculative di E. Severino. Si fanno innanzi, così, nuove teorizzazioni sulla struttura degli eventi, cioè dei finiti modi in cui l’Infinito si mostra in eterno.
Le Materie Prime della coscienza si presenta come l’opera più audace e matura dell’Autore: si approfondiscono i temi fondamentali dell’esistenza, gli enigmi ancestrali che circondano la vita nelle sue manifestazioni di splendore nonché di dolore, per giungere a nuove analisi sul senso della morte le quali oltrepassano le ingenue interpretazioni del medesimo.
Si compie, inoltre, un ulteriore e decisivo passo, confrontandosi con tutta l’indagine speculativa dagli albori della civiltà ad oggi. Qui troviamo l’esposizione di una storia della filosofia mondiale, in cui non ci si ferma all’analisi del dominante pensiero occidentale. Muovendosi all’interno della sua teoresi, Pellegrino avvia un processo di chiarificazione dei passi essenziali che il pensiero compie nel suo divenire, e che hanno determinato e determinano ciò che noi oggi siamo per lo più persuasi di essere.

Quest’opera rappresenta, da ultimo, una tappa fondamentale per il futuro della filosofia: la strada verso una nuova alba del pensiero forte, non smentibile, si alimenta del lavoro di Pellegrino, e torna a procedere verso lo spicco della luce più intensa della verità assoluta.

lunedì 22 dicembre 2014

"Indice" de "Le Materie Prime della coscienza"



Titolo: Le Materie Prime della coscienza
Sottotitolo: con un Manuale di storia della Filosofia, agli occhi della verità autentica
Pagine: 756



INDICE




Prefazione (di Alberto Maso)

Introduzione

1.      Su Le Materie Prime della coscienza
2.      Il passato, il presente temporale e il futuro, inclusi nell’eterno presente: importanti delucidazioni intorno ad alcuni risultati del Tragico Amore
3.      Sopportare il dolore
4.      Logica della Presenza

PARTE PRIMA

CAPITOLO PRIMO. Morte, Materie Prime, volontà di potenza

1.      Coscienza del Tutto, parti, nulla assoluto
2.      Le Materie Prime come legami e differenze specifici tra certe individuazioni dell’Uno eterno
3.      Verso la morte del prevalere delle individuali volontà private di potenza, seguita dal prevalere delle collettive volontà private di potenza
4.      Dopo la morte della dominazione della volontà privata di potenza, si va dalla dominazione della singolare volontà pubblica di potenza alla dominazione della universale volontà pubblica di potenza

CAPITOLO SECONDO. La Prima Volta e le Materie Prime: morte, Regni Di Similarità Prevalenti, volontà di potenza

1.      Fondamento della specifica dominazione della volontà di potenza
2.      L’Atto e le sue potenzialità. La più profonda «materia oscura» in cui consiste l’Inizio e le altre individuali volontà private di potenza
3.      Rapporto tra la morte, il «regno umano», il «regno animale» e i Regni Di Similarità Prevalenti. Il prevalere del dolore
4.      Il modo in cui appare, nella Prima Volta, il progredire totale della coscienza dell’Universo e il progredire parziale (il parziale regredire) della volontà di potenza
5.      La volontà di potenza come volontà di essere un «Tutto» (in realtà) illusorio cioè anche una «parte» (in realtà) illusoria
6.      Il Regno Della Similarità Prevalente: specifiche Materie Prime e specifiche relazioni tra di esse; la «famiglia», i «giorni nostri», la Tecnocrazia e la Tecnica
7.      Filosofia Del Regno Della Similarità Prevalente: «regno animale»; Filosofia Mitico-Orientale, Occidentale (Greca ed hegeliana), Planetaria; Tecnocrazia

PARTE SECONDA

I.  La dominazione del «regno animale» (come distinto dal «regno umano» e da eventuali altri regni interni al 
Regno Della Similarità Prevalente

1.      Sugli animali: riproduzioni, sacralizzazioni e desacralizzazioni
2.      Tecniche Storiche e verità autentica

II.  La dominazione della Filosofia
Mitico-Orientale

CAPITOLO PRIMO. Dalla Filosofia del Paleolitico a quella degli Hittiti

1.      Il Comunismo Primitivo del «Paleolitico Superiore»; dal Paleolitico al Neolitico
2.      Filosofia Sumerica; Monarchia Universale degli Akkadi; Monarchia Neosumerica
3.      La «legge del taglione» del primo impero babilonese e gli Assiri; i Cassiti; Hittiti e divinità eterogenee di tipo naturalistico-animistico


CAPITOLO SECONDO. Dall’Ebraismo allo Shintoismo

1.      L’Ebraismo (Giudaismo, Fariseismo, Rabbinismo, Caraismo, Cabbalà)
2.      La Filosofia Dei Fenici e degli altri popoli dell’area semitica siro-palestinese e mesopotamica; lo Zoroastrismo (o Mazdeismo)
3.      La morte, il bene e il male nell’antico Egitto
4.      La Filosofia Indiana e l’Induismo (Shivaismo, Visnuismo, Shaktismo); Jainismo (Mahavira); Buddhismo (G. Buddha): Amidismo, Buddhismo Del «Grande Veicolo» (Bodhidharma), Buddhismo Zen, Buddhismo Induista (Nagarjuna)
5.      Il Confucianesimo (Confucio, Mencio) e il Neoconfucianesimo (Zhu Xi); il Legismo (Han Fei, Li Si); il Taoismo (Laozi, Zhuāngzĭ); lo Shintoismo (forme di Panteismo, Panenteismo, Panpsichismo e Animismo)

III.  La dominazione della Filosofia
Occidentale

[A.]  La dominazione della Filosofia Antica

CAPITOLO PRIMO. La Mitologia Greca e l’intenzione di testimoniare la verità. Primo cerchio di linguaggio del dominio dell’Occidente: da Talete all’Eleatismo

1.      Mitologia Greca: l’Orfismo, Omero, Esiodo. Le intenzioni implicite ed esplicite del linguaggio
2.      Il senso del prevalere. Talete (e gli altri Savi); Anassimandro; Anassimene; Ocello Lucano; Eraclito; Pitagora (e altri pitagorici); l’Eleatismo: Parmenide, Zenone di Elea, Melisso; (altri filosofi greci)
3.      Eschilo (e Sofocle)

CAPITOLO SECONDO. Secondo cerchio di linguaggio: da Empedocle alla Prima Sofistica

1.      Empedocle; Anassagora; (Diogene di Apollonia e Archelao); il Materialismo Atomistico: il Determinismo di Democrito e l’Indeterminismo di Leucippo
2.      La Prima Sofistica: Protagora; Gorgia; Trasimaco, Callicle, Seniade (e altri); Filosofia Medica (Ippocrate di Cos); Filosofia Drammaturgica (Euripide); Erodoto, Tucidide di Atene

CAPITOLO TERZO. Terzo cerchio di linguaggio: dalla Filosofia di Socrate alla Seconda Sofistica

1.      Socrate: «So di non sapere», Maieutica; il concetto; Intellettualismo Etico e Volontarismo Etico; (seguaci di Socrate)
2.      Le «scuole socratiche minori»: il Cinismo (Autarchia, Nominalismo di Antistene di Atene, Cinismo Positivo di Diogene di Sinope, altri filosofi cinici); la Filosofia Cirenaica (Cosmopolitismo, Aristippo, Egesia di Cirene, altri filosofi cirenaici); la Filosofia Megarica (Euclide di Megara, Diodoro Crono, altri filosofi megarici); la Filosofia Eliaco-Eretriaca (Menedemo di Eretria, Fedone di Elide)
3.      Platone: il mondo delle idee; il Demiurgo, la Madre, il mondo sensibile; il non-essere relativo e quello assoluto, il parricidio; anima, corpo e reminiscenza; Stato e Aristocrazia; gli scritti platonici; l’«Accademia»
4.      Aristotele: Filosofia Prima, principio di non contraddizione, élenchos; la contraddizione; Dio, Teologia Razionale, Dualismo, Noûs; sostanza e accidenti; essere; sinolo, atto e potenza; individuale, universale, forma, categorie; divenire e sostrato; Motore Immobile e Amore; il sillogismo; Scienze teoretiche e pratiche; bene e sophìa; lo Stato; gli scritti aristotelici; il «Liceo». Teofrasto (e il Vegetarianismo), Dicearco (e altri filosofi peripatetici)
5.      Il Pirronismo – Pirrone (i Gimnosofisti, i Magi e Alessandro Magno), Timone di Fliunte – non è l’inizio dello Scetticismo
6.      Finalismo e Non-Finalismo; Epicuro; l’Epicureismo e l’Evemerismo; lo Stoicismo Antico; la Tecnica Alessandrina

6.1.  Finalismo, Non-Finalismo, Dualismo e circolarità
6.2.  Epicuro: verità e interpretazione. 6.2A] L’infinito, il corpo e il vuoto. 6.2B] Casualità e necessità. 6.2C] Il dolore, il piacere e la morte. 6.2D] Il «Giardino» e le opere
6.3.  L’Epicureismo (Lucrezio Caro, Diogene Laerzio – e altri) e l’Evemerismo (Evemero)
6.4.  Lo Stoicismo Antico: la «Stoà Pecìle». 6.4A] Divisibile e indivisibile. 6.4B] Lógos. 6.4C] Apatia e conflagrazione. 6.4D] Zenone di Cizio, Cleante, Crisippo, Aristone di Chio, Boeto di Sidone, Diogene di Babilonia (e altri)
6.5.  La Tecnica Alessandrina: rapporto con la Tecnica del Regno Della Similarità Prevalente. 6.5A] Euclide di Alessandria, Aristarco di Samo - Eliocentrismo, Geocentrismo (Ipparco di Nicea [Astronomia] e C. Tolomeo) –, Archimede (e altri)

7.      Il Primo Scetticismo: Arcesilao, Carneade (il Probabilismo Teorico) (e altri). L’Eclettismo Antico: Panezio, Filone di Larissa, Cicerone (e altri)
8.      Il Cristianesimo di Gesù; i primi secoli della Patristica; Gnosticismo, Ermetismo, Manicheismo, Arianesimo, Pelagianesimo, Nestorianesimo, Monofisismo

8.1.  Il Cristianesimo di Gesù: fede e Religione (Paolo di Tarso, Marco evangelista, San Pietro). 8.1A] Filosofia Greca e fede cristiana. 8.1B] Necessità e libertà (Giovanni evangelista – Paganesimo). 8.1C] «Trinità» (Padre, Figlio e Spirito Santo), la «Madonna», «Venerdì Santo», «Pasqua», «Padre Nostro». 8.1D] «Dio», il «Serpente», «Adamo», «Eva», il «Cherubino»
8.2.  I primi secoli della Patristica: le fasi del periodo patristico. 8.2A] Tertulliano (Fideismo Irrazionalistico, Montanismo – o Catafrigismo), Origene (e altri)
8.3.  Gnosticismo (Marcionismo, Ariosofia – o Gnosticismo Iperboreo [Gnosi Luciferiana] –, Encratismo), Ermetismo (Ermete Trismegisto), Manicheismo (Mani – Pacifismo e Ascetismo), Arianesimo (Filosofia Cristologica di Ario), Pelagianesimo (Pelagio – Donatismo), Nestorianesimo (Nestorio), Monofisismo (Eutiche)

9.      Il Neopitagorismo; il Medioplatonismo (Filone di Alessandria, Plutarco di Cheronea, Galeno – e altri); il Nuovo Stoicismo (Seneca, Epitteto, Marco Aurelio – e altri)
10.  La fase finale della Filosofia Antica: il Neoscetticismo (Enesidemo, Agrippa, Sesto Empirico); la Seconda Sofistica (includente la Sofistica Tardoantica o Terza Sofistica)

[B.]  La dominazione della Filosofia Medioevale (quarto cerchio di 
linguaggio: dal Neoplatonismo alla Tecnica Medioevale)

1.      Il Neoplatonismo (Plotino – e altri filosofi neoplatonici); gli ultimi secoli della Patristica (Agostino – e altri Padri della Chiesa)

1.1.  Neoplatonismo e Filosofia Medioevale
1.2.  Plotino: il Circolo dell’essere e il Punto generatore. 1.2A] L’Uno in sé. 1.2B] L’Essere, il Bene, il Pensiero, lo Spirito, l’Anima. 1.2C] Il male, la materia, l’apparenza e la menzogna. 1.2D] Amore, colpa, castigo, resurrezione, estasi.
1.3.  Altri filosofi neoplatonici
1.4.  Gli ultimi secoli della Patristica: Agostino: verità e dubbio. 1.4A] Il bene, il male e la libertà. 1.4B] Il tempo
1.5.  Altri filosofi degli ultimi secoli della Patristica

2.      L’Islam: il Sufismo (o Misticismo Islamico), Maometto, Avicenna, Averroè (e altri filosofi islamici). L’Ebraismo Medioevale: Avicebron (l’Ilemorfismo), Maimonide (la Teologia Negativa, o Teologia Apofatica), Isaac Luria (lo Tzimtzum) (e altri)
3.      La Scolastica Medioevale: la Prima Scolastica, la Seconda Scolastica e la Scolastica Rinascimentale-Umanistica

3.1.  La Scolastica Medioevale: la «scuola» intesa come «il prevalere dello studio filosofico sulla stanchezza corporea»
3.2.  La Prima Scolastica: il raggiungimento modale del dio imperscrutabile. 3.2A] Giovanni Scoto Eriugena: Neoplatonismo Cristiano (o Cristianesimo Neoplatonico). 3.2B] Anselmo D’Aosta: l’«argomento ontologico». 3.2C] Il Realismo e il Nominalismo: Guglielmo di Champeaux (Estremo Realismo, distinto dal Realismo Moderato), Roscellino di Compiègne (Estremo Nominalismo e Triteismo), Pietro Abelardo (Concettualismo, o Nominalismo Moderato). 3.2D] Ildegarba di Bingen (Mistica Renana), Alano di Lilla (Catarismo) e altri filosofi della Prima Scolastica
3.3.  La Seconda Scolastica: accostarsi «più positivamente» al dio in cui si crede. 3.3A] Bonaventura da Bagnoregio: Ordine Francescano (Francesco d’Assisi), Ordine Domenicano (Domenico di Guzmán), Agostinismo, Averroismo. 3.3B] Tommaso d’Aquino. 3.3C] M. Eckhart. 3.3D] Duns Scoto. 3.3E] Altri filosofi della Seconda Scolastica
3.4.  La Scolastica Rinascimentale-Umanistica: le modalità dell’atteggiamento positivo nei confronti del mondo in cui si crede di vivere. 3.4A] Guglielmo di Ockham. 3.4B] Nicola Cusano. 3.4C] Marsilio Ficino. 3.4D] Lutero. 3.4E] Il Naturalismo di Telesio. 3.4F] Giordano Bruno. 3.4G] Campanella. 3.4H] Giovanni Buridano (la «teoria dell’impeto»), Ignazio di Loyola (la Compagnia di Gesù), Paracelso (l’Alchimia), Girolamo Cardano (l’Astrologia), Juan de Valdés (l’Alumbradismo e il Quietismo), Luis de Molina (il Molinismo), Ugo Grozio (il Giusnaturalismo), Cornelio Giansenio (il Giansenismo) e altri filosofi della Scolastica Rinascimentale-Umanistica

4.      La Tecnica Medioevale: Galilei (Copernico, Osiander), Francesco Bacone, il Meccanicismo di Hobbes, Michel de Montaigne, Shakespeare, Giulio Cesare Vanini (il Libertinismo) e altri esponenti della Tecnica Medioevale

[C.] La dominazione della Filosofia Moderna (quinto cerchio 
di linguaggio: da Cartesio a Hegel)

CAPITOLO PRIMO. Il Razionalismo e l’Empirismo

1.      Rapporto tra Filosofia Moderna, Razionalismo (Innatismo, o Apriorismo), Empirismo e Sensismo
2.      I filosofi del Razionalismo

2.1.  Cartesio
2.2.  L’Occasionalismo di Geulincx e di Malebranche
2.3.  Pascal
2.4.  Spinoza
2.5.  La Monadologia di Leibniz

3.      I filosofi dell’Empirismo

3.1.  Locke
3.2.  Vico

CAPITOLO SECONDO. L’Illuminismo

1.      L’autentico senso storico dell’Illuminismo
2.      Condorcet, Shaftesbury, Voltaire, D’Alembert, Diderot, il Deismo inglese (Teismo e Ateismo), Toland, Clarke, Tindal, Butler, Lessing, Newton (la Filosofia Sperimentale), Montesquieu, Turgot, A. Smith (Economia Politica e Liberismo), B. Mandeville, Quesnay (la Fisiocrazia), Genovesi, Filangieri, Beccaria (e altri filosofi dell’Illuminismo)
3.      Hume
4.      Kant

4.1.  Il Criticismo Kantiano e il Dogmatismo: cosa in sé, «noumeno», fenomeno, conoscenza a priori, conoscenza a posteriori
4.2.  «Critica della ragion pura», giudizio sintetico e analitico, qualità primarie e secondarie, «estetica trascendentale»
4.3.  Le categorie, l’oggetto, l’«appercezione pura»
4.4.  L’incondizionato, il condizionato, la «Dialettica trascendentale»
4.5.  La «ragion pratica» e l’«imperativo categorico»

5.      Julien O. de La Mettrie (le Tecniche Cognitive), A.G. Baumgarten (Estetica Moderna e Gnoseologia), C. Bonnet (il Preformismo), J.B. Basedow (il Filantropismo), Marchese de Sade (il Sadismo e lo Schiavismo) e altri filosofi dell’Illuminismo

CAPITOLO TERZO. Il Romanticismo, il Trascendentalismo e l’Idealismo

1.      Il Romanticismo: Antimeccanicismo, Titanismo, Esotismo, Storicismo, Archeologia, Epigrafia, Glottologia (o Linguistica Diacronica), Numismatica; Rousseau; Goethe; Hölderlin, J.J. Görres (la Biosofia), Victor-Marie Hugo e altri filosofi del Romanticismo
2.      I trascendentalisti
3.      L’Idealismo: Berkeley, Fichte, Schelling, Hegel

3.1.  Idealismo, «cosa in sé», uguaglianza semantica tra «essere» e «pensiero»
3.2.  L’Idealismo di Berkeley
3.3.  L’Idealismo di Fichte, oltre il rapporto tra Criticismo, Romanticismo e Trascendentalismo
3.4.  L’Idealismo di Schelling
3.5.  L’Idealismo di Hegel e il linguaggio indicante l’autentica verità del Tutto. 3.5A] Idealismo hegeliano, linguaggio indicante la verità autentica e interpretazione severiniana (ne La filosofia dai Greci al nostro tempo, la filosofia moderna) della Filosofia di Hegel. 3.5B] Rapporto tra il saggio hegeliano Fenomenologia dello Spirito e il linguaggio indicante la verità autentica. 3.5C] Rapporto tra il saggio hegeliano Scienza della logica, l’opera Il «cominciamento» in Hegel (di Anna Giannatiempo Quinzio) e il linguaggio indicante la verità autentica. 3.5D] Idealismo hegeliano, linguaggio indicante la verità autentica e interpretazione severiniana (in Tautotes) della Filosofia di Hegel

IV.  La dominazione della Filosofia
Planetaria e la dominazione della
Filosofia Del Regno Della
Similarità Prevalente

[A.]  La prima fase essenziale (cioè il primo cerchio di linguaggio) della dominazione della Filosofia Planetaria: da Schopenhauer al Neohegelismo Cinico-Berkeleyano-Severiniano-Ologrammatico di
Marco Pellegrino

CAPITOLO PRIMO. Da Schopenhauer a Marx

1.      La Filosofia Planetaria come fase di passaggio tra la dominazione della volontà privata di potenza e la dominazione della volontà pubblica di potenza
2.      Schopenhauer
3.      Fries, Beneke ed Herbart: Psicologia Sperimentale e Tecnica Planetaria
4.      La Filosofia Poetica di Leopardi
5.      Filosofia Italiana (negazione del Soggettivismo): Rosmini, Galluppi, Gioberti (l’Ontologismo, oltre lo Psicologismo)
6.      Lo Spiritualismo e il Tradizionalismo francesi. L’Hegelismo

6.1.  Spiritualismo e Tradizionalismo francesi (legati alla Monarchia Costituzionale e distinti dalla Filosofia dello Scientismo, dello Spiritismo – A. Kardec –, della Demagogia Rivoluzionaria e della Tirannide Feudale): M. de Staël; De Chateaubriand; L. de Bonald; la Filosofia dell’Ultramontanismo di J. De Maistre e di R. de Lamennais; V. Cousin; Bordes-Demoulin; F. Maine de Biran; J. Lequier; Boutroux (il Contingentismo); M. Buber (il Chassidismo); lo Spiritualismo Assiologico di R. le Senne (la Caratterologia – G. Berger) e L. Lavelle
6.2.  L’Hegelismo: la Destra Hegeliana: J. Martineau (la Filosofia dell’Unitarianismo); K.F. Göschel; K. Conradi; B. Bauer (passato poi alla Sinistra Hegeliana); G.A. Gabler; J.E. Erdmann; F.Ch. Baur. 6.2A] L’Hegelismo: la Sinistra Hegeliana: Feuerbach (e Trendelenburg). 6.2A1] Stirner. 6.2A2] Marx (ed Engels). 6.2A3] M. Hess (il Sionismo), D. Strauss e altri esponenti della Sinistra Hegeliana

CAPITOLO SECONDO. Da Kierkegaard al Neoidealismo Italiano

1.      Kierkegaard
2.      Il Positivismo

2.1.  Comte (la Fisica Inorganica, la Sociologia – Fisica Sociale o Fisica Organica – e la Sociocrazia: negazione della Teocrazia) e Saint-Simon (il Socialismo Francese)
2.2.  L’Utilitarismo di John Stuart Mill, di J. Bentham e di James Mill
2.3.  L’Evoluzionismo, oltre il Fissismo: H. Spencer (Geologia e Liberalismo), Darwin (Biologia), R. Ardigò (e E.H. Haeckel)

3.      Nietzsche: Nichilismo, interpretazione, Morale, Genealogia, «superuomo», «eterno ritorno dell’uguale»
4.      Lo Storicismo

4.1.  Lo Storicismo Tedesco di Dilthey: Tecniche Della Natura e Tecniche Dello Spirito; il Relativismo Storico
4.2.  Simmel
4.3.  Spengler
4.4.  Max Weber

5.      Il Pragmatismo

5.1.  L’Empiriocriticismo (R. Avenarius, Ernst Mach, A.A. Bogdanov – la Tectologia – e altri filosofi) e il Pragmatismo
5.2.  Pierce (la Semiotica)
5.3.  W. James: il «multiverso», l’Empirismo Radicale e il Migliorismo
5.4.  Dewey: Strumentalismo, Organicismo e «teoria dell’indagine»

6.      Il Neoidealismo e il Neocriticismo

6.1.  Il Neoidealismo Inglese (T.H. Green, F. Bradley) e il Neoidealismo Americano (J. Royce)
6.2.  Il Neocriticismo (o Neokantismo) di H. Cohen, di P. Natorp e di E. Cassirer. 6.2A] La «Scuola del Baden»: il Neokantismo Assiologico (Filosofia Dei Valori, Tecniche Nomotetiche e Tecniche Idiografiche) di W. Windelband e di H. Rickert. 6.2B] Il Neocriticismo Francese di Renouvier; il Neocriticismo Hegelistico di J. Caird e di E. Caird; il Neocriticismo Fisiologico di F. von Helmholtz; il Neocriticismo Materialistico di F.A. Lange; il Neocriticismo Metafisico di O. Liebmann; il Neocriticismo Realistico di A.A. Riehl; altri esponenti del Neocriticismo
6.3.  Il Neoidealismo Italiano (Attualismo Gentiliano, A. Vera, B. Spaventa) e la volontà pubblica di denotare l’autentica verità dell’essere. 6.3A] Lo Storicismo Assoluto di Croce. 6.3B] La Filosofia di Gentile. 6.3C] Varisco, Carabellese e Ugo Spirito

CAPITOLO TERZO. Dalla Filosofia di Bergson alla Fenomenologia

1.      Bergson
2.      La Fenomenologia

2.1.  Husserl (e F. Brentano)
2.2.  A. Meinong, Max Scheler e l’Ontologia Fenomenologica di N. Hartmann

CAPITOLO QUARTO. Dalla Filosofia Planetaria del Marxismo a quella del Neopositivismo

1.      Filosofia Planetaria del Marxismo, della Teologia, del Cristianesimo, dell’Esistenzialismo e delle Tecniche Umane

1.1.  Filosofia Planetaria del Marxismo: Filosofia Marxiana, Riformismo Gradualistico (o Ingegneria Sociale Gradualistico-Riformistica), Socialdemocrazia, Stalin, il Socialismo Rivoluzionario Marxista di Rosa Luxemburg, il Marxismo-Leninismo Cinese (o Maoismo) di Mao-Tse-Tung, L. Althusser. 1.1A] Il Revisionismo Marxista di E. Bernstein; Kautsky; la Seconda Internazionale. 1.1B] Il Materialismo Dialettico-Realistico (al di fuori del Conformismo e dell’Opportunismo) di Lenin; L. Trotskij; G. Lukács (contro l’Irrazionalismo, il Nazifascismo e lo Stalinismo). 1.1C] K. Korsch (la Democrazia Industriale); A. Gramsci (il Materialismo Storico, l’Umanesimo Assoluto e lo Storicismo Immanentistico, contro il Fatalismo e il Naturalismo Meccanicistico-Evoluzionistico); Ernst Bloch. 1.1D] La «Scuola di Francoforte»: Horkheimer, T.W. Adorno, H. Marcuse, E. Fromm, Habermas
1.2.  Filosofia Planetaria della Teologia e del Cristianeismo: R. Garaudy, W. Benjamin, l’Esistenzialismo Cristiano di G. Marcel, la Teologia Della Liberazione, il Sandinismo (Patriottismo e Anti-Imperialismo) di A. Sandino, la Teologia Della Speranza. 1.2A] Il Vangelo e la fede. 1.2B] Teologia Protestante, Teologia Liberale (A. Ritschl, A. von Harnack, E. Troeltsch), Teologia Cattolica, J.A. Möhler (la «Scuola di Tubinga»), J.A. Newman. 1.2C] M. Blondel (e altri filosofi): il Modernismo Teologico e il Personalismo Cristiano. 1.2D] Il Neotomismo Planetario (alcuni filosofi): l’Umanesimo Integrale del Realismo Neotomistico di J. Maritain (negando il Soggettivismo Planetario, il Soggettivismo Idealistico, il Materialismo, l’Individualismo Borghese Planetario e il Collettivismo Marxista Planetario); G. Bontadini (Problematicismo, Metafisica Neoclassica Planetaria, Immanentismo Metafisico, Fenomenismo); la Filosofia dell’Evoluzionismo Darwiniano-Cristiano di Teilhard de Chardin. 1.2E] K. Barth: Teologia Dialettica, Riforma Protestante, Dostoevskij, Teologia Naturale. 1.2F] P. Tillich, E. Brunner, R. Bultmann (F. Gogarten), D. Bonhoeffer. 1.2G] Esponenti della Teologia Della Secolarizzazione e della Teologia Della Morte Di Dio (o Teologia Radicale); J. Moltmann (Teologia Della Croce), J.B. Metz (Cristianesimo Intimistico-Individualistico-Astratto) e altri filosofi della Teologia Della Speranza; il Decisionismo Giuridico della Teologia Politica (Böckenförde) di Carl Schmitt; il Cristianesimo Metafisico-Ellenizzante. 1.2H] La Teologia Postmetafisica di E. Lévinas. 1.2I] Altri rappresentanti della Filosofia Planetaria teologico-cristiana
1.3.  L’Esistenzialismo e l’autentico significato dell’«ex-sistere». 1.3A] Jaspers. 1.3B] Heidegger. 1.3C] Sartre (l’Esistenzialismo Marxista, contro il Materialismo Del Marxismo Dogmatico e il Conservatorismo Burocratico). 1.3D] M. Merleau-Ponty. 1.3E] Altri esponenti dell’Esistenzialismo: A. Camus, il Femminismo di S. de Beauvoir e di E. Badinter, il Surrealismo (come sviluppo del Dadaismo) di M. Blanchot
1.4.  Filosofia Planetaria delle Tecniche Umane. 1.4A] La Tecnica Economica: Economia Mercantile; D. Ricardo; Sismondi; le «Scuole neoclassiche» (Economia Neoclassica di W.S. Jevons, L. Walras, C. Menger, E. Böhm-Bawerk, A. Marshall, K. Wicksell, V. Pareto, Economia Esatta – o Economia Pura); la Macroeconomia di J.M. Keynes. 1.4B] Filosofia Politica Planetaria: H. Arendt, J.B. Rawls (Neocontrattualismo e Costruttivismo Etico). 1.4C] Psichiatria Romantica (E. von Feuchtersleben, K.W. Ideler); P. Pinel, V. Chiarugi; A.L.J. Bayle, Illuminismo Psichiatrico; Psichiatria Somatica (B.A. Morel, W. Griesinger); Psicologia Fisiologica, Psicofisiologia, la Psicofisica di G.T. Fechner, W.M. Wundt (Elementarismo e Parallelismo Psicofisico, contro il Neoplasticismo), T.H. Meynert; Gestaltismo – o Psicologia Della Forma, o Psicologia Della Gestalt – (l’Olismo, l’Emergentismo o Molarismo Epistemologico); Psicologia Comportamentistica – o Comportamentismo – (J.B. Watson); Psicologia Funzionalistica (o Funzionalismo); E. Kraepelin; E. Bleuler (Autismo); L. Binswanger; Psicologia Sociale (A. Meyer – Neuroanatomia e Neurofisiologia –, H.S. Sullivan, R.D. Laing, D. Cooper – Anti-Psichiatria –, F. Basaglia, B.F. Skinner). 1.4D] La Psicoanalisi: Psicoterapia Psicodinamica; Freud, M. Borch-Jacobsen, P. Lacoue-Labarthe, Jung (Psicologia Analitica – o Psicologia Del Profondo, o Psicologia Complessa), A. Adler (Psicologia Psicodinamica), W. Reich, Psicologia Dell’Io, J. Lacan. 1.4E] La Sociologia: F. Tönnies; l’Interazionismo Simbolico di C.H. Cooley; E. Durkheim; G. Tarde; la Sociologia Comprendente; la Sociologia Tedesca Della «Scuola Di Francoforte» (K.O. Apel, H. Jonas); la Sociologia Analitica; la Sociologia Della Conoscenza di K. Mannheim; il Funzionalismo Antropologico di A.R. Radcliffe-Brown e di B. Malinowki; il Funzionalismo Sociologico di T. Parsons e di R.K. Merton; Macrosociologia e Microsociologia; il Neofunzionalismo (N. Luhmann). 1.4F] L’Antropologia: L-F. Jauffret; L.H. Morgan, E.B. Tylor, J.G. Frazer; la Filosofia del Diffusionismo Etno-Antropologico (F. Ratzel – il Determinismo Geografico –, L. Frobenius, F. Graebner, W. Schmidt; F. Boas; l’Antropologia Culturale di A.L. Kroeber; L. Lévy-Bruhl, M. Mauss; C. Lévi-Strauss (Strutturalismo Antropologico, Totemismo, Biogenetica, Ontogenesi, Filogenesi, Cenogenesi e negazione dell’Atomismo Logico); Epistemologia, Ermeneutica, E. Morin, G. Balandier. 1.4G] La Linguistica: W. von Humboldt; F. de Saussure; l’Ontologia Ermeneutica di Gadamer, l’Ermeneutica Dei Testi di P. Ricoeur e la Filosofia Postfilosofica di R. Rorty (il Solidarismo); R. Jakobson, L.T. Hjelmslev, A.N. Chomsky, la Semeiotica (C.W. Morris), la Letteratura (C. Segre, M. Corti), l’Epistemologia Genetica di J. Piaget, la Grammatologia di Derrida (il Decostruzionismo – J-L. Nancy), Foucault (il Poststrutturalismo – G. Deleuze –, l’Antiumanesimo e l’Antistoricismo). 1.4H] La Filosofia delle Neurotecniche: Neurobiologia (G.M. Edelman, Darwinismo Neurale, Topobiologia Cellulare, Riduzionismo Biologico); Psicobiologia; Neurotecniche Cellulari, Cliniche (Neurologia), Cognitive, Computazionali, Culturali, Dello Sviluppo, Evolutive, Molecolari (Biologia Molecolare, Genetica Molecolare, Chimica Deelle Proteine); Neuroingegneria (Ingegneria Biomedica); Neuroetologia; Neuroimaging; Neuroinformatica (Bioinformatica); Neurolinguistica; Neuropsicologia; Paleoneurologia; Neurotecniche Sociali; Neurotecniche Sistemiche; Neuroeconomia; Neuroetica; Neuromarketing; Neuropsicologia Clinica; Neurosociologia; Psicofarmacologia; Psiconeuroendocrinoimmunologia. Le Tecniche Mediche Alternative: Sistemi Di Medicina Complessiva (Naturopatia, Omeopatia, Medicina Tradizionale Cinese, Ayurveda), Terapie Di Interconnessione Mente-Corpo, Pratiche Biologiche, Pratiche Manipolative (Chiropratica, Osteopatia), Medicina Energetica, Agopuntura, Fitoterapia, Medicina Antroposofica, Omotossicologia. Le NDE: la Filosofia Dell’Esperienza Di Pre-Morte

2.      Filosofia Planetaria della Fisica, della Geometria, della Matematica e del Neopositivismo

2.1.  Filosofia Planetaria Della Fisica: G. Dalton, A. Avogrado; C. Huygens, A-J. Fresnel, Sadi Carnot, A.M. Ampère, G.S.A. Ohm, M. Faraday, la Meccanica Celeste, l’Astrofisica di P-S. Laplace; il Realismo Naturalistico; la Biologia Deterministico-Meccanicistica di C. Bernard; la Teoria Della Relatività di Einstein (A.A. Michelson); la Fisica Quantistica (la Meccanica Quantistica di Heisenberg, di M. Born e di N. Bohr; Max Planck; L. Bolzmann, J. Bernoulli. 2.1A] Fisica Quantistica e autentica Filosofia (confronto con Pietro De Luigi): A. Zeilinger; D. Deutsch, F.J. Tipler, P.A.M. Dirac; J.D. Barrow. (J. Barbour, V. Marchi, H. Minkowski, H.K.H. Weyl, E. Schrödinger)
2.2.  Filosofia Planetaria della Geometria: Geometria Euclidea; G. Saccheri, K.F. Gauss; Geometria Non Euclidea: N.I. Lobačewskij, J. Bolyai, B. Rieman, Geometria Iperbolica, Geometria Ellittica
2.3.  Filosofia Planetaria della Matematica: J.H. Poincaré, D. Hilbert (il Simbolismo Logico-Matematico); L. Euler; G. Frege; la Logica Matematica di G. Boole (il Logicismo); l’Aritmetica (G. Peano); B. Russell; G. Cantor (l’Aritmetica Degli Infiniti), R. Dedekind, E.E. Kummer; Intuizionismo e Formalismo; K. Gödel
2.4.  Filosofia Planetaria del Neopositivismo (Empirismo Logico o Positivismo Logico): la Logica Simbolica; R. Aron, A. de Tocqueville, C. von Clausewitz, G.E. Moore (Utilitarismo Non Edonista e Cognitivismo Etico), Nuovo Realismo Americano; Wittgenstein; il «Circolo di Vienna»: M. Schlick, il Fisicalismo di R. Carnap (Logica Intensionale e Logica Estensionale) e di O. Neurath, H. Reichenbach; il Convenzionalismo (il Falsificazionismo di Popper, il Dualismo Interazionista di J.C. Eccles); la Filosofia Postmoderna di J-F. Lyotard (Filosofia Paralogica-Paratattica-Trasversale), il Pensiero Debole di G. Vattimo, L. Pareyson, P.A. Rovatti, A.G. Gargani, M. Ferraris; I. Lakatos, T.S. Kuhn, P.K. Feyerabend (l’Anarchismo Metodologico); Neomarxismo, G. Bachelard; la Filosofia Analitica: Filosofia Analitica Inglese (G. Ryle, J.L. Austin, P.F. Strawson); M.A.E. Dummett, E. Tugendhat, il Consenquenzialismo di P.R. Foot, P.T. Geach, G.E.M. Anscombe, I. Murdoch, H.P. Grice, D. Davidson; il Verificazionismo; l’Emotivismo; il Pragmatismo Americano; W.V.O. Quine; la Filosofia Del Linguaggio (J.H. McDowell – la Filosofia Della Mente –, G. Evans); R. Nozick, R.M. Dworkin, B.A.O. Williams; A.M. Turing, P. Churchland, P.S. Churchland; il Neopragmatismo; il Realismo Modale di D.K. Lewis (la Mereologia, la Teoria Dei Giochi)

CAPITOLO QUINTO. Gli ultimi passi della prima fase essenziale della Filosofia Planetaria: da Severino al mio linguaggio filosofico

1.      Differenziazione di dominio della Tecnica Medioevale, Moderna e Planetaria, dalla Filosofia Occidentale e dalle Filosofie che la precedono
2.      Severino e alcuni suoi critici

2.1.  Il Neoeleatismo Aristotelico-Spinozistico-Idealistico della Teologia Cristiana di Severino
2.2.  V. Vitiello, E. Paci, G. Calogero, E. Berti. 2.2A] M. Cacciari. 2.2B] C. Arata. 2.2C] L.V. Tarca: Nichilismo e Anti-Nichilismo. 2.2D] M. Donà. 2.2E] M. Visentin. 2.2F] Ines Testoni (Anticultura Mafiosa, Omnicrazia, Onnicentrismo, Nichilismo Mafioso). 2.2G] U. Galimberti. 2.2H] C.A. Testi (il Tomismo Analitico, S. Lesniewski, la Logica Formale). 2.2I] L. Messinese

      3.    Il problema della ricerca filosofica (di Andrea Berardinelli)
4.      Marco Pellegrino: A priori: il mio linguaggio. A posteriori: il linguaggio filosofico del Neohegelismo Cinico-Berkeleyano-Severiniano-Ologrammatico
5.      C. Castoriadis (Luxemburghismo, Consiliarismo, Ontologia Insiemista-Identitaria, Ontologia Storico-Sociale), A. Gorz (Ecologia Politica), A. Michel (Ufologia), N.G. Dávila (Tradizionalismo Cattolico), R. Kirk (Tradizionalismo Conservatore), F. Kafka (Realismo Magico), H.P. Blavatsky (Teosofia), L. Howell (Rastafarianesimo), Bahá’u’lláh (Bahaismo, Bábismo), C.T. Russell (Filosofia Dei Testimoni Di Geova); e altri esponenti della Filosofia Planetaria  

[B.]  Dalla seconda fase essenziale (cioè dal secondo cerchio di linguaggio) della dominazione della Filosofia Planetaria alla dominazione della Filosofia Del Regno Della Similarità Prevalente

Verso la dominazione della volontà pubblica di designare l’autentica verità dell’essere

1.      Il Sistema Filosofico-Tecnologico

1.1.  Filosofia Degli Automatismi, Filosofia Della Cibernetica (Filosofia Dei Calcolatori, Filosofia Delle Macchine Pensanti), Filosofia Dell’Ingegneria Genetica; Totalitarismo Autoritario, Democrazia Parlamentare; Capitalismo Reale, Socialismo Reale
1.2.  Filosofia Collettivistico-Militare e Nazionalismo
1.3.  L’asse Nord-Sud, la «strage di Stato» e la «ragion di Stato»
1.4.  La Democrazia Planetaria
1.5.  Oligarchia e Tecnocrazia
1.6.  La Filosofia Dell’«Intelligenza Artificiale» (H. Putnam, J.R. Searle)
1.7.  Interpretazione e non-interpretazione

2.      Assolutismo, Democrazia, Capitalismo, Comunismo, Cristianesimo, Terrorismo, Economia. Verso la dominazione della Filosofia Del Regno Della Similarità Prevalente

2.1.  Assolutismo; Democrazia Procedurale; Estrema Sinistra; Democrazia Ateniese; Statocrazia; Democrazia Procedurale Debole e Democrazia Non-Procedurale Potente
2.2.  Anti-Socialismo-Comunismo, Comunismo Dittatoriale, B. Craxi; «Prima Repubblica», «Seconda Repubblica», Partito Comunista Italiano, Leghismo; Terrorismo Planetario; Iper-Capitalismo Degenerato
2.3. «Eutanasia», «pena», «reato»; J.A. Ratzinger; J.M. Bergoglio; Antifascismo, B. Mussolini, Statolatria; Stato Totalitario Cristiano, Stato Democratico Non-Cristiano; Anticomunismo, Democrazia Cristiana, Socialdemocrazia Comunista; Integralismo Islamico; Centrodestra, Estremismo Religioso, Terrorismo Arabo Fondamentalista (Fondamentalismo Islamico)
2.4.  Dittatura Capitalistica; M. Monti (Cattolicesimo Capitalistico); Comunismo Sovietico; Economia Tecnologica; Blocco Filosofico-Tecnologico Planetario; Terrorismo Islamico; P. Togliatti, E. Berlinguer (Eurocomunismo)
2.5.  New Economy; Economia «Non-Profit», Welfare State; Femmina-Madre, Maschio-Padre, Figlio.

PARTE TERZA

Rapporto numerico tra la Prima Volta e il Ritorno

1.      Sull’apparire della Morte centrale e del Ritorno
2.      Indivisibilità e numerabilità dell’Uno eterno: il Dispari e il Pari

3.      La vera Matematica dell’Uno infinito: «addizione», «sottrazione», «moltiplicazione», «divisione» e «numero cardinale»